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Cinquecento alla Bruciata contro il racket del sesso – Gazzetta di Modena

Il vescovo di Modena Erio Castellucci guida il corteo alla Bruciata, sulle orme di don Benzi: «Fermare questa forma di sfruttamento inumana»

A Modena una catena umana contro il racket del sessoQuasi cinquecento persone hanno preso parte alla catena umana alla Bruciata per dire basta al racket del sesso. Qui il vescovo Erio Castellucci che ha preso parte alla manifestazione spiega il senso dell’iniziativa. Oltre a lui parlano Paolo Ramonda dell’associazione Papa Giovanni XXIII e Serena Perini del Comune di Firenze. L’articolo

MODENA. «Rifiutiamo una forma di sfruttamento inumana».

La voce di don Erio si unisce al coro della Catena Umana contro la prostituzione.

Un fronte compatto di oltre cinquecento persone che presidia i marciapiedi di viale Ovidio. Partono dall’ingresso del Decathlon e proseguono per centinaia di metri, tenendosi per mano e osservando le auto passare davanti a loro. Stavolta nessuno si ferma per comprare sesso a pagamento, come avviene da sempre alla Bruciata e in altre zone di Modena.

Nello stesso luogo, il 23 dicembre 1997, aveva iniziato la Catena Umana don Oreste Benzi, fondatore della comunità Papa Giovanni XXIII che assiste donne sfruttate: «Don Benzi è stato minacciato più volte di morte e anche noi dobbiamo stare attenti – rivela Giovanni Paolo Ramonda, che ne ha raccolto il testimone – ma collaboriamo con le forze dell’ordine e la magistratura. Non abbiamo nulla da temere: liberare queste ragazze è una battaglia giusta».

Una catena umana nella lotta contro la prostituzione – TRC.TV

E’ stata organizzata dalla comunità Papa Giovanni 23esimo alla Bruciata, uno dei luoghi simbolo per la prostituzione a Modena

Milioni di donne in tutto il mondo vendute, minacciate, costrette alla schiavitù del sesso. Centinaia di migliaia in tutta Italia. La mappa della prostituzione a Modena ha confini storici, la Bruciata è un luogo simbolo e proprio lì si è formata una catena umana per dire basta alla tratta degli essere umani e al racket della prostituzione. Contro il fenomeno si impegnano associazioni come la Comunità Papa Giovanni 23esimo, che ha strappato dal marciapiede oltre 7000 ragazze, e le forze dell’ordine con indagini e arresti.

 

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Regione, cade il tabù I dem e le prostitute «Clienti fuorilegge» – Corriere di Bologna

Regione, cade il tabù I dem e le prostitute «Clienti fuorilegge» di Marco Marozzi a pagina 7 Quell’asse tra realtà cattoliche e renziani che punta a multare i clienti delle prostitute In Viale Aldo Moro la proposta di Paruolo. Il partito è diviso, ma Calvano: «Può essere un deterrente» Multare i clienti delle prostitute è renziano? Addirittura è di destra? «No, piuttosto la nostra ordinanza su questa misura è di sinistra», tuona Dario Nardella, sindaco di Firenze, successore-sodale di Matteo Renzi. Eppure a Bologna pur senza apparentemente accorgersene i renziani sono favorevoli alle sanzioni, gli antirenziani no. Riproponendo il contrasto fra pragmatismo che dagli avversari può essere accusato di cinismo, destrismo e il super riformismo che può essere criticato come inconcludente, parolaio. In realtà l’argomento ha avvicinato settori consistenti di Pd e il mondo cattolico. Fino a toccare per ragioni varie il Vaticano, dice Giulia Garofalo Geymonat, docente di Filosofia alla Ca’ Foscari e autrice del Mulino. Adesso la catena cerca di allargarsi in Emilia-Romagna. Un esempio arriva oggi a Modena, con un convegno e una «catena umana» organizzata in serata in strada alla Bruciata, luogo di prostituzione, dall’Associazione Giovanni XXIII. Quella fondata decenni fa a Rimini da don Oreste Benzi, il prete che raccoglieva e dava accoglienza a ragazze di strada, migranti, emarginati di ogni tipo. 11 suo successore laico, Giovanni Paolo Ramonda, piemontese di Cuneo, dodici figli, nove adottati, in questa catena di Sant’Antonio politico-religioso-solidaristica ha benedetto invece la scelta di Giuseppe Paruolo, consigliere regionale del Pd, renziano (in una corrente a livello locale divisa) e cattolico, di raccogliere un ventina di colleghi di partito in Regione per presentare una risoluzione che multi i clienti delle prostitute. «Siamo grati all’Emilia-Romagna dice Ramonda dopo il Comune di Firenze e Rimini, ora è una Regione a indicare la strada: il cliente è responsabile. La nostra speranza è che sia di esempio per tutti i sindaci e governatori». Il presidente della Giovanni XXII dà per approvata la risoluzione, in verità tutto è ancora da decidere in Viale Aldo Moro. In Parlamento, ricorda Paruolo, c’è già una proposta di legge che introduce la punibilità per i clienti, ma è ferma e non vedrà la luce in questa legislatura. 11 suo, spiega il consigliere regionale dem, è «un segnale che può essere dato come Regione». «Liberiamo le donne. Fermiamo i clienti», si chiama l’iniziativa di oggi a Modena. Nel Pd però non tutti la pensano alla stesso modo. Plaude alle multe la senatrice renziana Francesca Puglisi, presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio. «L’onorevole Caterina Bini alla Camera e la sottoscritta, al Senato, siamo prime firmatarie di una proposta di legge che va in questa direzione. Ma i sindaci possono già fare qualcosa». Un altro senatore bolognese, l’antirenziano Sergio Lo Giudice, storico leader del movimento gay bolognese, fa invece il pollice verso. «La sanzione è inefficace e, a conti fatti, sbagliata. Serve una nuova regolamentazione che faccia emergere dall’ombra, mettendo quindi in condizioni di sicurezza, l’attività di chi, donOggi in piazza A Modena l’iniziativa dell’associazione Giovanni XXIII contro i clienti ne e uomini, esercita la prostituzione in modo realmente volontario». Culture diverse si affrontano, in uno scontro di decenni: a sessant’anni (nel 2018) dalle legge della socialista Merlin che proibì le case chiuse, a dieci dalla morte di don Benzi, a dieci dalla nascita del Pd, a uno dalla caduta del governo Renzi. Un partito trasversale alla prese con l’Italia delle notte. A Rimini un sindaco-leader come Andrea Gnassi si vanta di multe da 400 a lame euro. Dalla Svezia (1999) la misura si è allargata a Norvegia, Finlandia, Islanda e Francia. E in Emilia-Romagna? «Può essere un deterrente. Certo non definitivo dice il segretario regionale Pd, Paolo Calvano – e da unire a misure più vaste». Marco Marozzi RIPRODUZIONE RISERVATA Di notte Una prostituta sulle strade della città: per arginare il fenomeno in Regione il Pd chiede di multare i clienti 99 Puglisi Ho firmato una proposta di legge così, mai sindaci possono già far qualcosa 99 Lo Giudice La sanzione è inefficace e sbagliata, serve una nuova regolamentazione